giovedì 31 dicembre 2015

Buon anno dalla Malesia

Ciao a tutti da Georgetown!
In questi cinque giorni abbiamo riassaporato, seppur velocemente, l'aria "inconfondibile " di Amsterdam, ammirato le piantagioni di the alle Cameron Highlands e infine scoperto questa piacevole cittadina e i suoi dintorni .
Siamo ora agli sgoccioli del 2015 e quindi tanti auguri di buon 2016 a tutti!
Cry e Enzo













martedì 22 dicembre 2015

Si riparte! Ritorno a casa...

Rieccoci! Pronti per un nuovo viaggio e una nuova avventura... 
Si ritorna in Asia, dopo più di un anno ne sentivamo la mancanza!! 

Ogni volta che si ritorna in quella parte di mondo, è un po' come tornare a casa... 
Questo sarà il nostro giro:


Approfittiamo per augurare a tutti Buone Feste e Buone vacanze a chi parte!
A presto!
Cri e Enzo! 

mercoledì 26 agosto 2015

New York - Colazione da Tiffany e Merenda da Carlo's

Un viaggio nato quasi per caso, deciso qualche mese fa insieme a due cari amici, Barbara e Giuliano.
Una lunga e travagliata discussione che potremmo riassumere (neanche troppo) come segue:
“che dite…andiamo a New York?”
“e perché no!...cerchiamo i voli!”.

Abbiamo già dato un morso alla Grande Mela, qualche anno fa, ma ovviamente avevamo dovuto tralasciare alcune cose…cercheremo di recuperare!

noi 4 in giro per NY

Partiamo il 14 marzo da Torino, volo Lufthansa con scalo a Francoforte (circa 520 euro a testa). Arriviamo al JFK alle 15.00.
Proseguiamo con Metro e Path fino al Ramada di Jersey City. Abbiamo prenotato una “quadrupla” (7 notti a 880 dollari per una camera Deluxe) che offre 1 King e 1 Double in due stanzette separate e il bagno.
L’hotel è un po’ datato, ma è comunque pulito, la colazione è abbondante e varia. E’ comodo, la stazione del PATH si raggiunge in 5 minuti a piedi.

Domenica. Inizia la nostra settimana a New York!



Facciamo il biglietto del PATH, che si può acquistare solo alle macchinette automatiche, pagando 5 dollari a tessera, esclusivamente in contanti.
Dopo 10 minuti di treno arriviamo al World Trade Center, dove svetta il nuovo grattacielo, la Freedom Tower.

WTO - Freedom Tower

Prendiamo la metro e ci dirigiamo verso Harlem per cercare una chiesa dove assistere ad una messa gospel. Ci fermiamo alla New Mt. Zion Baptist Church, dove seguiamo la funzione…di “sole” tre ore!!
L’accoglienza è molto calorosa verso gli ospiti: il coro intona una canzone di benvenuto e alcuni rappresentanti vengono a salutarci uno per uno.
Durante la funzione molti canti si alternano a prediche del pastore e urla dei fedeli.
E’ bello vedere questo modo di vivere la fede in maniera gioiosa. Durante il sermone però notiamo qualche passo un po’ “estremista” e non propriamente “tollerante”, basato sui contenuti più antichi (desueti...) della Bibbia (Levitico) interpretati un po’ troppo alla lettera…rimaniamo un po’ spiazzati da questo contrasto tra  approccio festoso alla fede, grande sensazione di fratellanza e contenuti non altrettanto ammirevoli, per di più in un contesto afro-americano, che, visti i soprusi subiti in epoche passate e recenti, della tolleranza dovrebbe fare la propria missione di fede.
Rimane comunque una bellissima ed interessante esperienza.
Usciamo dalla chiesa e ci dirigiamo verso China Town, dove mangiamo in un ristorante vietnamita. Passeggiamo tra i negozi e i ristoranti orientali fino a passare al quartiere confinante: Little Italy.

Qui sembra di stare in un film degli anni ’30. Negozi che vendono prodotti italiani, ristoranti, bar e gelaterie…una piccola Italia anche qui...ma ferma nel tempo.

noi 4 a Times Square
Empire State Building

Proseguiamo la nostra serata passeggiando tra le luci di Times Square e gustando un’ottima bisteccona.

Lunedì mattina, Lady Liberty ci attende!



Prenotata con parecchio anticipo, abbiamo incrociato le dita fino ad oggi affinché il clima ci fosse amico. Giornata nuvolosa, uno sprazzo di sole ogni tanto…insomma, non perfetto, ma tutto sommato va bene!
I traghetti partono da Battery Park, prima tappa alla Statua della Libertà e secondo stop a Ellis Island.
Il fascino di Lady liberty, forse amplificato dalle storie di immigrazione che hanno coinvolto molti dei nostri antenati, cresce man mano che la statua si fa più grande, troneggiando sopra di noi.
Saliamo fino alla corona percorrendo una strettissima scala a chiocciola…un po’ claustrofobica.
Dall’interno si può capire meglio il gran lavoro che ha richiesto l’assemblaggio della statua. Ogni piastra metallica posta a unire i vari pezzi di Lady Liberty segue le forme del suo abito, in un intricato reticolo di onde e linee irregolari. Impressionante.



Scattiamo foto dalla corona, dal piedistallo, dall’area sotto la statua, davvero carino. Ci godiamo il bel panorama sulla città, con il suo inconfondibile skyline.


Riprendiamo il traghetto e scendiamo a Ellis Island, dove visitiamo l’edificio in cui arrivavano e venivano registrati gli immigrati. 
Visitiamo il museo e rimaniamo toccati dalla frase di un italiano: “arrivai in America pensando che le strade fossero lastricate d'oro, ma imparai subito tre cose: 1) le strade non erano lastricate d'oro; 2) le strade non erano lastricate affatto; 3) io ero quello che doveva lastricarle”.


Concludiamo il nostro tour nell’area in cui è possibile consultare il registro elettronico degli immigrati e ci mettiamo alla ricerca di nostri possibili parenti emigrati negli Stati Uniti.
Torniamo al traghetto soddisfatti della nostra “gita”.
Da Battery Park passeggiamo fino a Wall Street, dove la folla assale il toro, simbolo della forza e della potenza americana installato nell’area della Borsa. E’ praticamente impossibile fotografarlo “da solo”.


Passeggiamo nel quartiere finanziario e arriviamo fino all’East River. Qui alcuni edifici sono stati riqualificati e ospitano negozi e bar. Carino.
Dai moli è possibile fotografare il ponte di Brooklyn.







Arriva martedì 17, il giorno di san Patrizio.

A New York la comunità irlandese è molto numerosa e ogni anno organizza la sfilata sulla 5° Avenue.


Prima di avvicinarci alla folla in festa decidiamo però di visitare il memoriale dell'11 Settembre, di fianco alla Freedom Tower.
L'area in cui un tempo svettavano le torri gemelle è oggi dedicata alla memoria di quanto avvenuto.

Due grosse vasche quadrate sono poste in corrispondenza delle basi delle due torri. Due voragini lastricate scure, al cui interno, lungo tutte le pareti, un flusso d'acqua continuo scende in cascata verso il fondo e poi ancora giù all'interno di un'apertura quadrata posta al centro di ciascuna vasca. 
Tutto attorno, sulla facciata superiore dei muretti perimetrali, i nomi delle vittime.
Di tanto in tanto, incastrati tra le lettere, un fiore o una piccola bandiera americana, lasciati da qualcuno a omaggiare coloro che hanno perso la vita nel tragico evento.






Il memoriale è giustamente sobrio, ma di grande impatto emotivo allo stesso tempo. La sensazione di infinito che si prova a guardare l'acqua scorrere giù per le enormi pareti delle vasche è probabilmente pari alla sensazione grandiosa che si poteva provare ammirando le due torri dal basso con la faccia rivolta al cielo ed è rappresentativo delle dimensioni della tragedia e del grande dolore che ne è conseguito.
Guardando giù, verso l'infinito, ci rendiamo conto che quelle immagini ancora vivide nelle nostre menti non moriranno mai, così come le vittime, gli eroi, rimarranno immortali, nelle menti e nei cuori di tutti, in una triste e insensata pagina di storia e nei nomi scolpiti in questo memoriale.
Questo luogo è toccante.

Mentre ci allontaniamo passiamo di fianco la museo dell'11 Settembre, un edificio basso di fianco alle vasche, e diamo ancora uno sguardo alla Freedom Tower, di base quadrata. La sommità, anch'essa quadrata, è ruotata di 45 gradi rispetto al basamento. L'effetto è di due torri, due come le Twin Towers, che si compenetrano in una, come uno è stato il tragico destino che le ha unite, ma anche la grandiosità che le ha accomunate e che caratterizza allo stesso modo il nuovo grattacielo.


Avvicinandoci alla 5° Avenue l'aria di festa cresce e il verde e l'arancione colorano sempre di più le strade.
Proviamo ad avvicinarci alla sfilata, ma la calca è impressionante!


Stiamo qualche minuto, non riusciamo a vedere molto, a parte qualche suonatore di cornamusa in costume tipico.

Preferiamo evitare di perderci nella folla e proseguiamo verso Central Park.
Passeggiamo un po’ nel parco, che, ancora parzialmente imbiancato dal lungo inverno, regalala degli scorci molto carini!


Central Park
A metà mattinata ci dividiamo: Barbara e Giuliano vanno a visitare il Museo di Storia Naturale, io e Enzo invece andiamo a vedere il Metropolitan, visitato troppo velocemente la prima volta che siamo stati a New York.
Il Metropolitan è un museo enorme che racchiude opere meravigliose, quadri, sculture, arredamento, strumenti musicali e altro ancora, appartenenti a diversi paesi e periodi storici. Impossibile visitarlo tutto in poche ore. In tutti i modi, ci focalizziamo sulle aree di nostro maggior interesse e riusciamo a fare un bel giro.
Ci ritroviamo con Barbara e Giuliano a Times Square e decidiamo di fare un salto (con aperitivo) al Chelsea Market. Si tratta di un mercato coperto che occupa un intero isolato dove una volta c’era una fabbrica di biscotti. È molto carino e pulito, ci sono molti negozietti dove è possibile trovare prodotti italiani, pesce fresco, sushi. Ci sono diversi locali per mangiare o bere qualcosa. Un posto da vedere.

colazione da Tiffany
Mercoledì. Iniziamo la giornata con la Public Library, dove purtroppo non riusciamo a visitare la grandissima sala di lettura chiusa a causa di lavori. Peccato…L’edificio è comunque molto bello.

Continuiamo la passeggiata sulla 5° Avenue e arriviamo da Tiffany, dove io e Barbara facciamo acquisti! 

Vediamo un po’ di negozi e andiamo a prenotare la salita sul Top of the Rock per la sera.
Gironzoliamo un po’ per negozi e alle 18 saliamo sull’ascensore che ci porta in cima al Rockfeller Center. L'attesa è breve, i biglietti sono ad orario, quindi non si forma grossa coda.
Saliamo verso le 18.15, c’è ancora luce, aspettiamo il tramonto e poi le luci notturne.
New York è magnifica, è davvero la città delle “blinding lights”. Scattiamo un bel po’ di foto e prendiamo un bel po’ di freddo e vento in cima al grattacielo, ma ne vale davvero la pena!

dal Top of the Rock

dal Top of the Rock


dal Top of the Rock

Giovedì mattina, sveglia all’alba per gli uomini, che hanno deciso di fotografare le prime luci su New York dal parco che c’è tra il Brooklyn e il Manhattan Bridge. Un po’ più tardi li raggiungiamo sul ponte di Brooklyn e lo percorriamo insieme verso Manhattan.

Manhattan

La passeggiata prosegue nei quartieri East Village e Greenwich, fotografiamo le tipiche case newyorkesi che spesso abbiamo visto nei film e arriviamo fino alla High Line.
Ghostbusters

Percorriamo tutta la soprelevata, una bellissima opera di riqualificazione che ha interessato una linea ferroviaria costruita negli anni ’30 e andata in disuso negli anni ’80.
Arriva quasi l’ora del tramonto, decidiamo di tornare al parco su Brooklyn per fotografare lo skyline di New York. Passiamo un paio d’ore ad immortalare la città colorata dalle luci del tramonto e aspettiamo per vederla tutta luccicante.  
Andiamo a cena in un ristorante del Village, Olive tree cafè, ottima mangiata e locale molto carino. 


High Line
zainetto a NY 



Arriva venerdì, la giornata è fredda e grigia. Usciti dall’hotel prendiamo il PATH e andiamo a Hoboken a vedere la pasticceria di Carlo’s. Il negozio è pieno di gente, abbiamo una quartina di numeri davanti a noi, aspettiamo.

merenda da Carlo's

merenda da Carlo's

Finalmente tocca a noi! Compriamo un po’ di dolcetti, facciamo un po’ di foto e usciamo. Mangiamo subito quello che abbiamo comprato…non male per essere in America.

Visto il brutto tempo, il freddo e la neve, passiamo il resto della giornata rinchiusi da Macy’s a fare shopping. Nonostante il cambio euro/dollaro non più favorevole come qualche anno fa, troviamo parecchie cose interessanti!
Per l’ultima cena a New York decidiamo di mangiare T-Bone e New York strip nel ristorante West Side Steakhouse, buonissimo.

Chrysler Building


St. Patrick's





Purtroppo arriva l’ultimo giorno di vacanza, decidiamo di fare un giro al Century21 per gli ultimi acquisti. Torniamo quindi in hotel a recuperare i nostri bagagli e ci avviamo verso il JFK.
Festeggiamo il compleanno di Enzo in aereo con un delizioso pasto ipocalorico...per cui verrò ringraziata a vita!!
Il nostro volo Lufthansa parte in orario, arriviamo a Francoforte e dopo due ore ripartiamo per Torino, dove arriviamo in tempo per il pranzo, quello vero!

Cry e Enzo
Barbara e Giuliano 

lunedì 9 febbraio 2015

Miami - New Orleans andata e ritorno

Ed eccoci in aereo, sul volo da Miami a Malpensa, a pensare al diario di questo nuovo viaggio.  Vi starete chiedendo perché non stia dormendo o magari guardando un film…beh il volo dell’American Airlines non è proprio un granché, non ci sono gli schermi ai sedili, quindi niente intrattenimento e non riesco nemmeno a dormire!
9 ore da far passare sono lunghe…e così mi ritrovo a pensare al viaggio appena concluso.

Ma facciamo ordine e cominciamo dall’inizio!

Ad agosto, prima di partire per le vacanze estive, acquistiamo i voli per dicembre, dopo qualche anno si ritorna negli Stati Uniti, destinazione Miami!


Partiamo da Torino il 15 dicembre e, dopo un breve scalo a Madrid, ripartiamo per Miami con un volo Iberia. Volo intercontinentale niente male, cibo e entertainment di buon livello.

Arrivati a destinazione, dopo aver effettuato i controlli di rito e ottenuto il visto di ingresso, andiamo a ritirare l’auto prenotata tramite autoeurope con la Dollar. Facciamo quasi un’ora di coda prima di riuscire a sbrigare tutte le pratiche del noleggio!
Finalmente usciamo dall’aeroporto in direzione Orlando!
Dopo qualche difficoltà, dovute soprattutto al traffico, riusciamo ad arrivare al motel prenotato su booking: Sunsol Boutique.
Questo motel si trova a poche miglia dai parchi Disney, è pulito, comodo e la colazione non è male.

16 – 18 dicembre – Orlando e Cape Canaveral

Ci svegliamo abbastanza presto e, dopo la colazione, prendiamo la nostra Jeep e andiamo agli Universal Studios. 



Facciamo il biglietto per entrambi i parchi, Universal e Islands of Adventure, 136 dollari a testa. Nel primo ci sono le ricostruzioni di alcune città (New York e San Francisco), diversi cinema 3D e 4D, attrazioni che si rifanno a svariati film e la nuova area dedicata a Harry Potter. 



La ricostruzione di Hogwarts è molto realistica, le case sembrano proprio quelle dei film, attori in costume recitano alcune parti e fanno strane magie, sicuramente questa è la parte più carina del parco. In Islands of Adventure, collegato agli Studios dal treno che parte al binario 9 e 3/4, ci sono altre attrazioni dedicate ad altri film.

Dato che le code per l’ingresso alle attrazioni diventano parecchio lunghe, decidiamo spesso di utilizzare la fila single rider, ovviamente gli addetti ci separano per riempire i “buchi” sulle giostre, ma almeno si risparmia un po’ di tempo!
All’uscita dal parco ci sono molti locali, ristoranti e negozi. Ci fermiamo all’Hard Rock Cafè per cena, dove mangiamo un’ottima New York strip.

Il secondo giorno di vacanza è anche il giorno del mio compleanno!
Ho sempre amato i parchi divertimento e così decido di passarlo a Disneyworld!
Si va a Magic Kingdom!




È davvero un posto incredibile, dove si ritorna bambini!
Passiamo una giornata spensierata tra parate, personaggi dei cartoni animati e attrazioni fantastiche. La sera il castello illuminato rende l’atmosfera ancora più magica.



Dopo due giorni di parchi decidiamo di spostarci e proseguire il nostro tour. Da Orlando andiamo a St. Augustine, cittadina che si trova sulla costa dell’oceano Atlantico, ma prima di arrivare a destinazione ci fermiamo a Cape Canaveral per visitare il Kennedy Space Center. La NASA!





Rocket Garden
All’ingresso (50 dollari a testa) prendiamo anche i biglietti per un tour in pullman (25 dollari a testa).
Appena superati i cancelli, si entra nel Rocket garden, un vero e proprio giardino di razzi!
Ce ne sono decine, alcuni in posizione verticale che si stagliano contro il cielo e altri posizionati in orizzontale.
C’è un cinema IMAX, dove assistiamo ad un’interessante documentario sulla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale.

C’è la parte dedicata alle missioni Apollo, raggiungibile a bordo di un autobus, e quella dedicata agli Shuttle.
Iniziamo il nostro giro con il tour acquistato all’arrivo.



Dura quasi tre ore, attraverso una parte dell’enorme area della NASA.
Come prima tappa ci portano a vedere, da lontano, le rampe di lancio utilizzate per le prime missioni Apollo, poi si vanno a vedere le due rampe usate per le missioni Apollo e Shuttle dal 1967 al 2011. Con il pullman si costeggia la “strada” che un enorme macchinario percorre, in parecchie ore, per portare i razzi e le navicelle dall’edificio di assemblaggio alla rampa di lancio, un tragitto di un paio di chilometri.
Ci fermiamo poi davanti al VAB, il Vehicle Assembly Building, dove scattiamo un po’ di foto e infine ci portano a vedere la pista di atterraggio degli Shuttle. Lunga oltre 4 chilometri e mezzo. E’ stata la pista principale per il rientro delle missioni dallo spazio.


Saturno V

Il tour in bus ci lascia infine al centro Apollo/Saturno V. In questo hangar è possibile vedere l’enorme razzo, il Saturno V, che ha portato le navicelle Apollo nello spazio. Si tratta del più grande razzo mai prodotto, alto 110,6 metri e largo 10, vederlo in un luogo chiuso e posizionato in orizzontale fa capire quanto sia gigante.
Oltre al razzo, in questa area, si ripercorre la storia delle missioni Apollo. Navicelle, tute, immagini, rocce lunari…insomma si viene catapultati nella storia della conquista della Luna!
Entusiasti di questa visita torniamo al visitor center e andiamo a esplorare la parte dedicata allo Shuttle! Qui è esposto lo Shuttle Atlantis posizionato come se fosse in orbita attorno alla Terra. Il percorso ci porta attraverso le missioni che si sono susseguite negli anni, ci sono simulatori, ricostruzioni veritiere del velivolo, targhe in memoria del Challenger e del Columbia. Un vero museo dello spazio!
Per finire in bellezza la nostra visita, entriamo nel simulatore di lancio!
Siamo entusiasti di questa giornata!
La visita alla NASA è stata sicuramente una delle più interessanti dell’intero viaggio e il visitor center di Cape Canaveral organizza tour eccellenti.

19 – 20 dicembre – St. Augustine e Pensacola

Finita la nostra visita ripartiamo alla volta di St. Augustine.
Abbiamo prenotato il Super8 a St. Augustine Beach. Non è male, è vicino alle spiagge anche se in questo periodo è un po’ troppo fresco per fare vita di mare. La spiaggia è enorme, bianca e deserta.
St. Augustine Beach

Per cena proviamo per la prima volta una catena di ristoranti messicani, Chili’s, che ritroveremo altre volte durante il nostro viaggio.
Non è male. Assaggiamo fajitas , fagioli e anche carne e pesce alla griglia.  
Il mattino seguente visitiamo la città.
St. Augustine è considerata la città più antica d’America, fondata nel 1565 nel giorno di S. Agostino da conquistatori spagnoli. La parte storica è carina, case in legno molto vecchie, negozietti che si affacciano sulle piccole vie, il forte, le piazze. È diversa dalle tipiche città statunitensi, qui si riesce a percepire un po’ di storia.


Scorci di St. Augustine

Chiaramente siamo comunque ben lontani dalla storia che si può respirare in un qualunque paesino europeo.
E’ carino, ma la nostra visita non dura più di un paio d’ore.
Partiamo alla volta di Pensacola! Quasi 400 miglia ci separano dalla nostra destinazione, infatti arriviamo a pomeriggio inoltrato.
Pensacola si contende il primato di città più antica d’America con St. Augustine. Probabilmente è più “antica” Pensacola di qualche anno.
Pensacola, oltre ad essere una città “storica”, dove infatti è possibile vedere alcune vie piuttosto vecchie con case molto carine e ben tenute, ospita la più grande base aeronavale degli Stati Uniti.


Museo Navale
La nostra prima visita è quella al museo navale (gratuito) che si trova all’interno della base.
Si tratta di un’esposizione gigantesca di aerei, soprattutto militari. Dai primi velivoli, come quello che per la prima ha attraversato l’Atlantico, ai moderni caccia, come l’F14.
È possibile vedere uno “zero” giapponese, come quelli usati per bombardare Pearl Harbour, ci sono molti aerei della prima e della seconda guerra mondiale, si può visitare la ricostruzione di una portaerei, di una via americana anni ’40 e poi ci sono esposti i velivoli dei Blue Angels, la pattuglia acrobatica americana.
È possibile vedere dei filmati nel cinema IMAX (a pagamento), noi assistiamo ad un documentario sul volo e sui Blue Angels e poi ad uno sullo sbarco in Normandia.
Un museo davvero imperdibile, soprattutto per gli appassionati di aeronautica!


Museo Navale

Dopo la visita al museo decidiamo di andare a vedere Pensacola Beach su Santa Rosa Island. Purtroppo il tempo non è dei migliori, ma nonostante ciò restiamo impressionati dalla spiaggia. Inizia nella cittadina di Pensacola Beach e prosegue per ben 17 miglia, ci sono alcuni parcheggi lungo la strada da cui è possibile accedere in spiaggia. La sabbia è bianchissima e il paesaggio è molto suggestivo, inoltre per chilometri e chilometri non ci sono case o hotel. Davvero un bel posto, peccato il tempo!

Pensacola Beach

Pensacola Beach

21 – 23 dicembre New Orleans – Port St. Joe

Lasciata Pensacola superiamo il confine della Florida, attraversiamo Alabama e Mississippi ed eccoci in Lousiana, diretti a New Orleans!
Il viaggio dalla Florida è piuttosto lungo, ma non volevamo assolutamente perdere la possibilità di vedere questa città!
Visto che è primo pomeriggio, giunti a New Orleans decidiamo di proseguire fino ad una piantagione, Laura Plantation, a Vacherie, non troppo distante dalla città.
Si trattava di una piantagione creola di canna da zucchero. È possibile visitarla facendo un tour guidato.


Laura Plantation
La visita è estremamente interessante e la nostra guida è un ragazzo molto simpatico che ci racconta la storia di questa casa e della piantagione. Ci spiega che la cultura creola nacque e si sviluppò in Louisiana nel XVIII secolo e  subì l’influenza di tre diverse etnie: quella dell’Europa occidentale, dell’Africa occidentale e, in parte, dei Nativi americani. Nella piantagione la lingua parlata era il francese e la religione era quella cattolica, molto diverso dalle piantagioni americane.
La famiglia Duparc avviò la piantagione con 7 schiavi nel 1804, nel corso degli anni il numero degli schiavi che vi lavoravano aumentò e la piantagione continuò a vivere fino al 1981. Gli ultimi schiavi, che ormai erano uomini liberi dalla fine della guerra di secessione americana, vissero nelle baracche della piantagione fino al 1977.


baracche

Visitiamo la casa principale e alcune baracche. La guida ci spiega la storia della piantagione, la vita dei padroni e quella degli schiavi. Apprendiamo che in ciascuna baracca vivevano due famiglie, ognuna aveva a disposizione una cucina e una camera.
Apprendiamo cose che non avevamo mai approfondito prima...c’è sempre da imparare qualcosa quando si viaggia.




Facciamo ancora qualche chilometro lungo la strada che costeggia il Mississippi e poi andiamo a New Orleans, dove abbiamo prenotato il Super8. Davvero comodo, la camera è grande e le ragazze alla reception sono molto gentili.
Lasciati i bagagli in camera usciamo subito per andare a vedere la città. Seguendo il consiglio della ragazza alla reception, lasciamo la nostra auto nel parcheggio che si trova vicino al visitor center, vicino al cimitero di St. Louis. Avevamo letto sulla guida di non andare in giro da soli la sera nella zona del cimitero, ma non abbiamo visto assolutamente nulla di strano. Il parcheggio è ben illuminato, vicinissimo al quartiere francese e molto economico (10 dollari per 24 ore).
Iniziamo così il nostro giro per la città.



New Orleans è una città molto particolare, le casette basse con ringhiere in ferro decorato sono molto carine. Le vie principali del quartiere francese sono Bourbon street e Royal street, la prima è un susseguirsi di ristoranti e locali…alcuni a luci rosse. Sembra un mix tra Khao San Road di Bangkok e il quartiere a luci rosse di Amsterdam! Un vero delirio. Invece Royal street è molto più tranquilla, ci sono negozi di dolci, di souvenir e antiquariato. Alcuni di questi hanno collezioni incredibili. Abbiamo visto chitarre autografate da Jimi Hendrix, una bandiera americana con foto e autografo di tutti i presidenti degli Stati Uniti, dischi autografati…insomma un vero paradiso dei collezionisti!



Camminiamo fino a Jackson Square, la piazza centrale. Molti artisti di strada intrattengono i passanti con balli e canti, sulla piazza ci sono artisti che espongono i loro quadri. Passeggiamo fino al French Market e poi ci affacciamo a vedere il grande fiume, il Mississippi.


Mississippi

Per cena decidiamo di assaggiare la cucina creola da Père Antoine. Assaggiamo il gumbo, una zuppa di riso e pesce o salsiccia, la jambalaya (somiglia a una paella), e gamberi.
Buono, sicuramente diverso dal resto della cucina statunitense.
Il giorno successivo ritorniamo in città alla buon ora.




Gironzoliamo un po’ per il quartiere francese, arriviamo fino al Mississippi, ma la nebbia offusca tutto. Prendiamo uno street car per il Garden District e passeggiamo tra le tranquille vie del quartiere. Le case sono enormi e bellissime, è la zona ricca della città e si vede. C’e’ una bella atmosfera.

Torniamo nella zona più turistica, facciamo un giro per i negozi e compriamo un po’ di souvenir.
Gamberi e riso
A pranzo proviamo la “muffuletta”, un panino inventato all’inizio del ‘900 da un immigrato siciliano. È un panino al sesamo ripieno di salumi, formaggi e verdure sottolio. Forse quando l’hanno inventato usavano i prodotti che arrivavano dall’Italia e probabilmente era buono…il nostro è quasi immangiabile! Salumi e formaggi senza alcun sapore e verdure sotto l’olio di semi di girasole, se si è fortunati!
Tra l’altro le dimensioni sono incredibili!

Per la cena invece torniamo a gustare la cucina creola. Decidiamo di mangiare al New Orleans Creole Cookery, un ristorante su Toulouse Str. Ordiniamo del gumbo, jambalaya, l’etouffée e dei gamberi fantastici. È tutto squisito!
Dopo cena abbiamo voglia di ascoltare un po’ di musica, così entriamo in uno dei tanti locali che propongono musica dal vivo su Bourbon Str.
C’è un gruppo jazz eccezionale!
Cockail in mano e musica spettacolare dal vivo…questa è la New Orleans che ci aspettavamo!

Il mattino del 23 dicembre lasciamo New Orleans e la Lousiana, si torna verso la Florida.
Il tempo non è molto bello, ma sulla strada decidiamo di fermarci al Gulfport Premium Outlet, dove facciamo qualche acquisto.
Riprendiamo il viaggio, vorremmo arrivare ad Apalachicola, così lasciamo l’autostrada e percorriamo la strada che costeggia il mare.
Attraversiamo Panama City, ci fermiamo ad ammirare le spiagge fino a che inizia a diventare buio.
spiagge della Florida

Il tempo peggiora notevolmente, il vento è fortissimo e la pioggia incessante.
Non si riesce a vedere niente, seguiamo la linea di mezzeria, visto che è l’unica cosa visibile!


spiagge della Florida

Da Panama City ad Apalachicola si devono percorrere ancora 70 miglia. La strada attraversa boschi, intorno a sembra esserci il nulla. Ogni tanto incrociamo un macchina, ma guidare in queste condizioni diventa sempre più difficile.
Dopo un’ora arriviamo finalmente in un paese abitato, Port St. Joe.  
Mancano 23 miglia ad Apalachicola, ma non ce la sentiamo di proseguire.
Per fortuna lungo la strada troviamo un hotel, il Port Inn. Ci fermiamo e chiediamo se hanno una stanza. Fortunatamente non è pieno, troviamo posto per dormire!
È quasi ora di cena, così scendiamo per andare a cercare un ristorante non troppo lontano. La ragazza alla reception ce ne consiglia un paio…e poi ci dice di aspettare prima di metterci in macchina…c’è un allerta tornado sulla zona!
Certo che stare dentro un edificio di legno, non ci fa stare molto tranquilli…ma dopo una ventina di minuti la ragazza ci comunica che è passata l’allerta (si parla solo più di tempesta tropicale)!
Andiamo a cena al ristorante Sunset Coastal Grill, che si trova a poche centinaia di metri dall’hotel. Mangiamo ostriche fritte e gamberi, non male.
Durante la cena fulmini si abbattono nelle vicinanze e il vento soffia fortissimo…davvero una cenetta tranquilla!!


24 – 26 dicembre – costa occidentale

Il mattino dopo aspettiamo che passi il diluvio che si abbatte sulla cittadina e ripartiamo.
Proseguiamo sulla strada che corre lungo la costa per poi prendere la US19 a Perry.
Purtroppo il tempo è pessimo, percorriamo dei tratti dove la pioggia battente e il vento non fanno vedere nulla, decidiamo di fermarci da un benzinaio per aspettare che passi un po’ il diluvio.


ponti....
Risaliamo in macchina e dopo un po’ di ore, di ponti lunghissimi e di  vento forte, riusciamo ad arrivare a Sarasota!
Arriva così il giorno di Natale…il tempo è ancora un po’ incerto, ma regge.
In macchina, percorriamo le strade lungo la costa che da Sarasota portano a Naples, ci sono delle zone bellissime, ville enormi che si affacciano sul mare, spiagge bianche lunghissime.

Arriviamo a Naples e finalmente rivediamo il sole!
Ci fermiamo in una spiaggia all’inizio della città, non siamo gli unici ad avere avuto questa idea! La spiaggia è affollata di pupazzi di sabbia, alberi di natale e turisti con cappelli da babbo natale (compresi noi).



Aspettiamo il tramonto e lasciamo la città per andare all’hotel prenotato.
Passiamo un paio di giorni così, un po’ in spiaggia e un qualche area commerciale superlussuosa.








27 – 28 dicembre – Everglades National Park

Partiamo da Bonita Springs abbastanza presto, in un’ora circa arriviamo a Everglades City, uno degli ingressi delle Everglades. Da qui è possibile fare dei tour in barca, noi scegliamo il tour delle 10.000 isole.
Il giro dura circa 2 ore, a bordo ci sono dei ranger del parco che ci spiegano un po’ di cose. Vediamo aquile, pellicani, tantissime altre varietà di uccelli. Scorgiamo il lamantino e poi vediamo loro…i delfini!! Ci sono una mamma e il suo cucciolo che si mettono a giocare con gli spruzzi della scia della nostra barca. Che emozione!




Tornati sulla terraferma prendiamo la macchina e guidiamo sul Tamiami Trail in direzione Shark Valley. Prima di arrivare a destinazione, ci fermiamo in diversi punti che ci hanno indicato i ranger. Riusciamo a vedere moltissime varietà di uccelli e tanti alligatori.




Shark Valley è il posto in cui se ne possono vedere di più a distanza decisamente ravvicinata!



i piccoli

Percorriamo a piedi i primi metri del sentiero e ne vediamo a decine sul bordo della strada (compresi alcuni piccolini!). Ci sono moltissimi visitatori. Noi cerchiamo di evitare di avvicinarci troppo, non si sa mai!!
Alcuni ranger controllano, ma gli alligatori sembrano non fare caso alle persone.
Lasciamo Shark Valley e andiamo verso Homestead, dove pernottiamo in  un Motel 6.



Il giorno successivo si torna alle Everglades! Questa volta entriamo dall’Ernest Coe Visitor Center e raggiungiamo la zona di Flamingo.



Purtroppo nei giorni precedenti la pioggia ha interessato anche questa zona e quindi molti sentieri non sono percorribili. Ma non ci perdiamo d’animo! Vediamo un coccodrillo e diversi lamantini vicino al Visitor Center di Flamingo, percorriamo alcuni sentieri, vediamo laghetti, sterminate “paludi”, boschi…la varietà di paesaggi delle Everglades è davvero impressionante! Da vedere!



Dopo un’altra giornata immersi nella natura e nel caldo del sud della Florida, ripartiamo. Questa volta dormiremo a Fort Lauderdale, non troppo distanti da Sawgrass Mills, un centro commerciale enorme.

29 – 31 dicembre – Miami

Sono arrivati gli ultimi giorni di vacanza.
Dedichiamo questi ultimi momenti allo shopping e alle spiagge di Miami.



Miami Beach è una lunghissima isola che si trova davanti alla città, grattacieli si affacciano sulla spiaggia bianca, di fronte all’oceano. Passiamo mezza giornata vedendo le diverse zone di Miami beach, poi andiamo fino a Key Biscane, dove c’è un parco protetto e da dove non si vedono grattacieli. Peccato solo che ci siano centinaia di persone.




Alla sera facciamo un giro per il centro commerciale vicino al porto.


Siamo contenti di aver “assaggiato” Miami, ma senza averci speso troppo tempo. 
La città, con i suoi grattacieli sulla spiaggia e i suoi cocktail bar, non fa esattamente per noi…ma questo lo sapevamo già in partenza.






Arriva così il momento di ripartire, il 31 dicembre (con 2 ore di ritardo) decolliamo da Miami, direzione Malpensa.
Ripensiamo al nostro viaggio. Divertenti i parchi, molto bella New Orleans, entusiasmante il giro alla NASA e al museo di Pensacola, interessanti le Everglades. Il resto ci è piaciuto “il giusto”.
Siamo soddisfatti di quanto visto, contenti di aver visitato questo pezzettino di USA, ma non penso che torneremo.

Infine il volo dell’American Airlines…ma questo già lo sapete!

Al prossimo viaggio…

Cri e Enzo